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Pastarito e Pizzarito: tra la pasta e il sesso l'imprenditore finisce in bancarotta

 

Dopo il tracollo, Vigo era tornato in città con la catena di stanze «Six Love»

pastarito

Il «boom» dei marchi Pastarito e Pizzarito negli Anni 90 è legato al suo nome. E anche il «crack» da oltre 22 milioni di euro. O almeno questa è la tesi della Guardia di Finanza (coordinata dai pm romani Nello Rossi e Stefano Rocco Fava), che ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Sandro Di Lorenzo l’ordine di mettere agli arresti domiciliari Giancarlo Vigo, 49 anni, ritenuto responsabile della bancarotta del suo gruppo. «Non è così, possiamo dimostrarlo, abbiamo tutta la documentazione» sostiene l’avvocato Pierluigi Ciaramella, difensore dell’imprenditore ricomparso in Italia da pochi mesi, dopo una lunga parentesi in Romania. E’ tornato con l’idea di «Six Love», una sorta di parco giochi per adulti: poche stanze (sei, appunto) per evitare di passare dalla categoria «affittacamere» a quella di albergo, ambienti giocosi e con finiture di livello medio alto, per evitare la clientela «da strada».

Vigo è uomo dalla mente vulcanica, un surfista dell’economia e della finanza, riuscito a rifondare un piccolo impero immobiliare in Romania dopo il crollo dei marchi che lo avevano reso famoso in Italia. Per i militari del Nucleo di Polizia tributaria di Roma, il patron di Pastarito e Pizzarito se n’era andato con le tasche piene: gli inquirenti ipotizzano una bancarotta di oltre 22 milioni, inserita in un «pacchetto» da oltre 50 milioni gestito da un gruppo di professionisti della capitale. Tredici arrestati. Tra loro c’è anche Andrea Badanai, l’avvocato civilista incaricato da Vigo di seguire le vicende dei marchi poi finiti in miseria. E’ una storia di fusioni, liquidazioni, cessioni di rami d’azienda con due chiavi di lettura opposte. Per la procura, i professionisti (Vigo consenziente) hanno scorporato le parti sane delle società e le hanno «vampirizzate» con liquidazioni studiate per lasciare soltanto debiti. «Ma non scherziamo, tra gli acquirenti di un ramo d’azienda c’era persino una società del gruppo Cir. Un colosso, al confronto Pizzarito e Pastarito erano formiche - sostiene l’avvocato Ciaramella -. Lo spostamento delle società a Roma è avvenuto soltanto quando i problemi di gestione erano legati soprattutto a punti vendita nel Centro-Sud. Una questione di gestione, nient’altro».

Per gli inquirenti, il trasferimento a Roma era soltanto il primo passo. Dalle intercettazioni telefoniche tra l’avvocato Badanai e Vigo risulterebbe anche un progetto di spostare il business in Romania. Ma sono state proprio le autorità di Bucarest a bloccare il trasferimento dell’azienda. Qualche anno dopo, l’imprenditore torinese si è preso una rivincita indiretta. Ha fatto ripartire il suo successo proprio da Bucarest, diventato il cuore delle sue attività immobiliari. E’ riuscito addirittura ad acquistare una palazzina nella piazza del Parlamento. Poi, è passato alle stanze dei «Six Love» torinesi. Per gli arresti domiciliari, però, ha scelto un residence. I giochi per adulti hanno bisogno di serenità. E di privacy.

Fonte: www.lastampa.it

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